Dalla bicicletta all’auto da corsa. Come nasce il mito della velocità più bello di sempre.

Se vi diciamo Triumph a cosa pensate? Probabilmente, anche se non avete alcuna dimestichezza con il mondo delle moto, un campanello potrebbe trillare nella vostra testa. Questo perché le motociclette Triumph sono state protagoniste della storia dello stile, del costume e del cinema, non meno che di quello della velocità. Anzi, in quest’ultimo caso diciamo co-protagoniste, perché a montarle sono stati i divi di ieri e di oggi, alcuni dei quali hanno legato indissolubilmente la propria immagine a quella di questo potente mezzo a due ruote.
C’è qualcosa di più eccitante di una scena in cui un attore o un’attrice famosa sfrecciano in un inseguimento al cardiopalma su una magnifica moto?

Solo qualche esempio, giusto per rinfrescarvi la memoria:

In Il selvaggio (1953), Marlon Brando, capo dei Black Rebel Motorcycle Club, guida una Triumph Thunderbird 1950.

THE GREAT ESCAPE, Steve McQueen, 1963

In La grande fuga (1963), Steve McQueen salta sui reticolati per sfuggire ai tedeschi in sella a una Triumph TR6 Trophy Bird 1961.

In L’uomo dalla cravatta di cuoio (1968), Clint Eastwood è protagonista di un lungo e frenetico inseguimento in sella a una Triumph TR6 Trophy, ma aveva già guidato una Triumph mod. 3T Deluxe (350cc OHV Vertical Twin) in Dove osano le aquile (1968).

Dobbiamo continuare? Non ci sarebbe problema, gli esempi sono davvero tanti e tutti illustri, da Henry Winkler aka Arthur “Fonzie” Fonzarelli, protagonista della serie Happy Days (1974-1984), che montava una Triumph Trophy TR5 Scrambler del 1949, a Richard Gere “Ufficiale e gentiluomo” in sella a una Triumph Bonneville 750 T140E. E non mancano nemmeno le attrici che hanno cavalcato queste moto meravigliose, ma non vogliamo dilungarci troppo.

Il punto è che poche motociclette hanno saputo incarnare il mito della velocità e della potenza di questo eccezionale mezzo di trasporto quanto i modelli Triumph. Ed è affascinante pensare che Siegfried Bettman, il creatore del marchio, aveva cominciato come venditore di biciclette a Londra, nel lontano 1885. Non ci ha messo molto a capire che le biciclette non erano abbastanza veloci, per lui, e la prima Triumph, che montava un motore Minerva, vide la luce nel 1902.

Richard Gere – Ufficiale e gentiluomo

Da quel primo modello al successo mondiale, non solo nel settore delle moto, ma in seguito anche in quello delle auto da corsa, ci sono anni di ricerche, competizioni, motori ruggenti, record mondiali, e la definizione di una linea estetica destinata a diventare un’icona.

Perché l’estetica, lo stile, sono fondamentali per le motociclette Triumph, al punto da lasciare ampio spazio alla possibilità di customizzazioni, di rivisitazioni personali che, pur mantenendo le caratteristiche dei progetti originari, creano modelli unici, costruiti sull’identità di chi li guiderà.

Dunque se quella che state cercando è una moto che sia anche un simbolo, l’immagine di un sogno su due ruote che ha attraversato come un fulmine splendente gli ultimi 118 anni di storia, le splendide signore marchiate Triumph sono quello che fa per voi.